
di Massimiliano D’Uva
Una ricciola da record, quella catturata nelle acque di Cetara. Ad informarci è proprio il sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica, nel suo consueto messaggio di buongiorno ha allegato anche un dettagliato comunicato stampa. Lo scorso 2 novembre, Vittorio Tredici, nella vita tecnico odontoiatra ed esperto di pesca sportiva, ha catturato un esemplare di Seriola dumerili dal peso di 45 chilogrammi. Una preda eccezionale, che conferma il ritorno dei grandi pelagici nel Tirreno e la qualità delle acque della Costiera Amalfitana, sempre più sostenuta da progetti virtuosi di tutela marina.
Tredici, appassionato di pesca sostenibile, condivide la sua passione con un gruppo di amici e professionisti che dal Cilento alla Costiera Amalfitana vivono il mare con rispetto e consapevolezza. La loro filosofia è semplice e rigorosa: divertirsi pescando in modo responsabile. Nel caso della pesca alla ricciola, ciò significa l’utilizzo di attrezzature calibrate, senza imbragature, e con canne realizzate artigianalmente da maestri campani e pugliesi. Prima di questa impresa, il gruppo aveva già catturato ricciole di notevoli dimensioni, tra i 20 e i 25 chilogrammi.
L’esemplare catturato a Cetara è però straordinario: un pesce che si stima abbia oltre 35 anni, e che per età non sarebbe più in grado di riprodursi. Si tratta quindi di una cattura eticamente sostenibile e molto prossima ai record nazionali. La ricciola più grande documentata in Italia proviene dal Salento, dove sono stati pescati esemplari di oltre 50 chilogrammi, tra cui uno di circa 50 kg e 1,5 metri di lunghezza catturato nell’ottobre 2025 tra Tricase e Marina Serra.
Questo straordinario risultato si inserisce in un contesto territoriale che ha fatto della tutela ambientale una priorità. Cetara, custode di tradizioni secolari legate alla pesca, negli ultimi anni ha investito in politiche che uniscono sostenibilità, innovazione e salvaguardia della biodiversità marina.
«Dinanzi alla cattura di esemplari di queste dimensioni gente di mare come noi non può non emozionarsi», commenta il sindaco Fortunato Della Monica. «Ma al di là dei sentimenti c’è la consapevolezza che il solco tracciato negli anni è quello giusto. Proteggere il mare significa garantire futuro, lavoro, identità e sviluppo. Cetara continuerà a essere un modello di sostenibilità per le nuove generazioni».
Contattato dalla nostra redazione, Vittorio Tredici ha voluto lanciare un messaggio rivolto ai giovani e a chi si avvicina al mondo della pesca sportiva: «Il mare è un patrimonio che abbiamo il dovere di proteggere. Una ricciola come questa è una rarità, ma quando si catturano esemplari giovani e in età riproduttiva è fondamentale liberarli immediatamente. Solo così il nostro mare resterà sano e ricco di vita. La vera soddisfazione non è solo la cattura, ma il rispetto per l’ecosistema che ci regala queste emozioni».
Una storia di mare, passione e responsabilità: la prova che la Costiera Amalfitana non è solo bellezza da ammirare, ma anche un laboratorio di biodiversità dove sostenibilità, tradizione e modernità remano tutte nella stessa direzione.

