
Un invito a riscoprire il valore intrinseco della vita, soprattutto quando appare più vulnerabile. È questo il cuore dell’intervento di Arturo Aiello, vescovo di Avellino, al Forum Distrettuale sulla Bioetica promosso dal Rotary Club presso Villa Raiano.
Il tema scelto per l’iniziativa, “La cura della vita fragile”, ha posto al centro del confronto una questione quanto mai attuale: la percezione della vita nella società contemporanea. «La bioetica e la vita: quanto è fragile, ma anche quanto è importante. Forse, proprio la fragilità dice della preziosità. Un diamante non lo si mette nel cassonetto dell’immondizia», ha affermato il vescovo, utilizzando un’immagine forte per richiamare l’attenzione sulla sacralità dell’esistenza.
Una “battaglia di civiltà”
L’incontro, voluto dal governatore del Distretto Rotary della Campania, l’architetto Angelo Di Rienzo, ha rappresentato un momento di dialogo aperto non solo ai rotariani, ma all’intera comunità. Un confronto necessario, secondo Aiello, in un tempo in cui «la vita rischia di diventare un oggetto di rifiuto e non una perla preziosa da custodire».
Il vescovo ha messo in guardia da una mentalità sempre più diffusa che misura la dignità di una persona in base all’efficienza, alla produttività o al successo. «È una battaglia di civiltà – ha sottolineato –. È in ballo l’uomo, l’umanità: se l’uomo ha ancora un valore in sé o se vince il più forte, se siamo tornati alla legge della giungla o se tutti i secoli di umanesimo vissuti in Occidente hanno un senso».
Un richiamo che tocca direttamente la coscienza collettiva, soprattutto in un’epoca in cui il concetto di “vita degna” rischia di essere subordinato a criteri di performance e perfezione. «C’è la vita atletica delle palestre – ha aggiunto – ma c’è anche la vita degli ammalati, dei portatori di handicap. È vita come la nostra. La vita non è solo quella eccellente: ogni vita è vita e va custodita».
Il ruolo del Rotary e il valore del confronto
Il governatore Angelo Di Rienzo ha ribadito la centralità dell’aspetto etico nell’azione rotariana. «Il Rotary è un club di service e l’etica è la motivazione che orienta ogni nostro impegno. Parlare di vita fragile e di difesa della dignità dell’essere umano significa entrare nel cuore della nostra missione».
Particolare rilievo è stato dato all’apertura del Forum verso l’esterno. «Il confronto è soprattutto aperto ai non rotariani – ha spiegato – perché portano punti di vista diversi. L’apertura è fondamentale: la diversità è una ricchezza assoluta per la nostra crescita».
A fare gli onori di casa è stato l’imprenditore Sabino Basso, già presidente di Confindustria Avellino e Campania.
Relazioni e contributi scientifici
Dopo l’introduzione del governatore, si sono alternati interventi di rilievo accademico e sanitario: la docente universitaria Maria Pia Iadicicco, il direttore della UOC Cure Domiciliari e Terapia del Dolore Antonio Maddalena, e il professore Lucio Romano del Centro Universitario di Ricerca Bioetica, che hanno offerto prospettive complementari sul tema della tutela della dignità umana nelle fasi più delicate dell’esistenza.
Il dibattito, moderato dal giornalista Sergio Beneduce, ha visto anche la partecipazione dei presidenti dei club irpini – Alberto De Matteis, Floriana D’Antonio, Fulvio Masi, Stefania Di Cicilia, Antonio Tranfaglia – e del direttore del 118 di Avellino, Rosaria Bruno.
Custodire la vita fragile
Dal Forum è emersa una linea condivisa: la necessità di un impegno culturale prima ancora che normativo. Custodire la vita fragile significa riconoscerne il valore indipendentemente dalle condizioni di salute, dall’età o dall’efficienza. Significa riaffermare che la dignità non è un traguardo da meritare, ma una qualità intrinseca dell’essere umano.
Un messaggio che va oltre i confini ecclesiali e associativi e si propone come sollecitazione per l’intera società: in gioco non c’è solo un principio etico, ma l’idea stessa di umanità su cui costruire il futuro.


