
Dopo l'Hotel Santa Caterina e Le Sirenuse, già aperti, anche l’iconico cinque stelle della famiglia Cinque torna ad accogliere i suoi ospiti. Il grande lusso della Divina riparte, tra tradizione, esclusività e sogni… per chi può regalarsi un soggiorno senza badare a spese
(di Massimiliano D’Uva)
POSITANO – La Costiera Amalfitana ha acceso i motori. E lo ha fatto, come sempre, in grande stile. Dopo l'apertura dell'Hotel Santa Caterina di Amalfi, avvenuta il 21 marzo, primo segnale che la macchina del turismo d'élite si stava rimettendo in moto, è arrivato il momento più atteso: il 27 marzo, Il San Pietro di Positano ha riaperto le sue porte, segnando ufficialmente l'inizio della grande stagione della Divina.
Non è una riapertura qualunque. È un rito. Nei giorni precedenti l'apertura, come da tradizione consolidata, lo staff si è riunito per il beneaugurante "battesimo" da parte della signora Virginia Attanasio, mamma di Vito e Carlo Cinque, che armata di una pompa da giardino e del suo contagioso sorriso ha voluto augurare un buon inizio a tutto il personale, mantenendo vivo il gesto simbolico introdotto nel 1970 dal fondatore dell'albergo, "zio Carlino" Cinque.
Perché Il San Pietro non è un hotel nel senso ordinario del termine. Arroccato in località Laurito, alle porte di Positano venendo da Salerno, come un segreto sussurrato tra il mare e il cielo, questo cinque stelle incarna l'essenza dell'ospitalità italiana senza tempo: eleganza, design contemporaneo e lussureggianti giardini mediterranei che si affacciano su panorami di infinita bellezza. Non c'è una stanza che non abbia il suo terrazzo sul mare. Non c'è un angolo che non sia stato pensato per essere ricordato.
La clientela che vi approda da ogni angolo del mondo, americana, britannica, dell'estremo oriente, con qualche puntata di star hollywoodiane e magnati della finanza, non cerca semplicemente un posto dove dormire. Cerca la conferma di un sogno. Quello della Dolce Vita, appunto: quel misto inimitabile di bellezza naturale, cibo eccellente, lentezza consapevole e senso di appartenere, almeno per qualche giorno, a un mondo riservato a pochissimi.
Sul fronte gastronomico, il livello è quello che ci si aspetta. Il ristorante Zass, che ospita lo chef belga Alois Vanlangenaeker, presente nella struttura da oltre vent'anni, è insignito di una stella Michelin e racconta con raffinatezza i profumi e i sapori del Mediterraneo, con radici saldamente campane e una piacevole nota creativa che si fa sentire nel menu. Gli ingredienti vengono in gran parte dagli orti biologici dell'albergo e la cantina conta oltre seicento etichette. Scendendo sul mare, utilizzando l’ascensore scavato nella roccia, il ristorante Carlino sulla spiaggia privata completa l'offerta per chi preferisce un luogo informale, dove a prevaricare è la musica del mare e il profumo di salsedine. Impossibile non innamorarsi del loro spaghetto al limone, un piatto ricercato, una ricetta unica che da sola giustifica il viaggio.
Il tutto, naturalmente, ha un prezzo. Un prezzo che con la Costiera Amalfitana ha ormai smesso di fare scandalo: ci si accomoda tranquillamente sopra i mille euro a notte per le camere base, con punte che nei periodi di alta stagione possono superare ampiamente i tremila per le suite più richieste. Cifre che non sembrano scoraggiare nessuno, a giudicare dalle prenotazioni già confermate.
Per noi comuni mortali resta il piacere di godere di questo spettacolo, seppur da lontano. Le terrazze del San Pietro si rianimano, il profumo della zagara torna a mescolarsi con quello della salsedine, e qualcuno da qualche parte del mondo sta facendo i bagagli con Positano e la Costiera Amalfitana in testa. La stagione è ufficialmente aperta.


