
Il vescovo di Avellino, Arturo Aiello, ha fatto visita ai detenuti del carcere di Bellizzi Irpino, dove ha celebrato la messa in occasione delle festività pasquali. Un momento di intensa partecipazione e riflessione, durante il quale il presule ha voluto portare un messaggio di speranza e rinascita, particolarmente significativo in un contesto segnato dalla detenzione.
Nel suo intervento, il vescovo ha richiamato il valore simbolico della resurrezione, facendo riferimento anche alla letteratura: «C'è un bellissimo romanzo di Tostoi che si chiama appunto Risurrezione che è ambientato in un carcere sommerso dalla neve della Russia dove delle persone cercano di aprire un barco nel loro passato verso il futuro. La morte e la risurrezione di Gesù è un annuncio per chi è in detenzione ha ancora più valore, quindi speriamo di portare questo messaggio e che le carceri possano diventare luoghi più umani di quanto non accada in Italia e non solo e che anche le persone che incontrerò possano ricevere questo messaggio sono le persone più adatte e più pronte, almeno da un punto di vista esistenziale a credere in un varco che è quello della speranza».
Il vescovo ha poi affrontato il tema delle difficoltà strutturali del sistema carcerario, sottolineando criticità ben note anche in Campania: «Il sovraffollamento è un problema reale che soffriamo anche nelle nostre strutture irpine di accoglienza. Forse una velocizzazione anche di certi itinerari processuali potrebbe portare a un decongestionamento delle carceri. Le istituzioni come dire tutte siamo anche la chiesa siamo in affanno. Perché le richieste sono tante e le energie sono poche ecco ma abbiamo fiducia che possa esserci una maggiore collaborazione».
Nel suo discorso non è mancato uno sguardo al futuro e a un ideale di giustizia più umano: «Il progetto, il sogno è che le carceri non esistano più. Cioè, che non ci sia motivo per una detenzione e qualora questo dovesse accadere possa essere all'insegna della rieducazione riumanizzazione e non luoghi semplicemente coercitivi».
Infine, il pensiero è andato anche alle famiglie in difficoltà e alle nuove povertà che stanno emergendo con sempre maggiore evidenza: «Questo mondo sommerso adesso purtroppo va ad aumentare con il rincaro dei prezzi e il diciamo le difficoltà oggettive della spesa. visto il panorama geopolitico, dove le guerre le decidono alcuni, ma poi le pagano i poveri».
Le parole del vescovo Aiello si inseriscono così in un messaggio pasquale che unisce fede e attenzione sociale, richiamando istituzioni e comunità a un impegno condiviso per la dignità delle persone, dentro e fuori le carceri.

