
Atrani tutela la propria immagine: un regolamento per l’uso commerciale delle fotografie del borgo
di Massimiliano D’Uva
Il Comune di Atrani introduce nuove regole per tutelare e valorizzare l’immagine del borgo della Costiera Amalfitana, inserito nel sito UNESCO insieme agli altri comuni del territorio. Il nuovo regolamento sarà presentato alla stampa giovedì 17 settembre alle ore 11, nella Sala Bottiglieri di Palazzo Sant’Agostino, sede della Provincia di Salerno.
Il documento è stato redatto dal professor Salvatore Sica, ordinario di Diritto Privato all’Università degli Studi di Salerno e direttore del Laboratorio IN.DI.CO - Informazione, Diritto, Comunicazione. L’obiettivo è fornire al Comune una disciplina specifica per l’utilizzo dell’immagine di Atrani, con particolare attenzione agli impieghi a carattere commerciale.
Il regolamento punta infatti a distinguere nettamente l'uso privato, culturale, informativo e giornalistico delle immagini del paese da quello finalizzato a ottenere un profitto. Fotografare e raccontare Atrani per finalità personali, di studio o di cronaca continuerà dunque a essere libero, mentre per lo sfruttamento commerciale dell’immagine del borgo saranno previste regole e tariffe.
«Atrani è un bene di tutti, riconosciuto Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, e la sua immagine appartiene prima di tutto alla nostra comunità», spiega il sindaco Michele Siravo, sottolineando come l'amministrazione abbia voluto dotarsi di «una cornice giuridica moderna e chiara» su una materia diventata sempre più rilevante.
«Restano liberi, come è giusto che sia, gli usi personali, di studio e di cronaca: Atrani continuerà a essere raccontata e fotografata da chiunque la ami. Ma chi trae un profitto da questa bellezza dovrà d'ora in poi contribuire a tutelarla e a conservarla», aggiunge Siravo.
Il primo cittadino ringrazia quindi il professor Sica per il lavoro giuridico svolto, evidenziando anche un altro aspetto del regolamento: la possibilità di ricorrere a nuovi strumenti di tutela e valorizzazione, compresa la registrazione di marchi legati al patrimonio locale.
Per l'amministrazione comunale, l'iniziativa vuole andare oltre la sola realtà atranese e rappresentare un possibile modello anche per altri piccoli centri caratterizzati da un patrimonio paesaggistico e identitario fortemente riconoscibile.
«È un passo di maturità amministrativa - conclude Siravo - che mettiamo al servizio del futuro di Atrani e di tante altre municipalità che vogliono seguire il nostro esempio».



