
Irpinia, controlli dei Nas: sospeso un panificio, sequestrati 130 chili di alimenti
di Massimiliano D’Uva
Controlli dei Carabinieri del Nas tra le province di Avellino e Salerno nell’ambito delle verifiche sulla produzione e commercializzazione di prodotti da forno e caseari. In Irpinia le ispezioni, condotte insieme al Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e all’Asl di Avellino, hanno portato alla sospensione di un panificio nel quale sarebbero state riscontrate gravi irregolarità.
Secondo quanto riferito dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, il provvedimento è scattato a causa delle precarie condizioni igienico-sanitarie e strutturali rilevate nei locali: tra le criticità segnalate, pulizie carenti, assenza di spogliatoi idonei e di ambienti destinati esclusivamente al deposito delle materie prime. Accertate anche violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la presenza di lavoratori «in nero».
Nel corso dell’ispezione sono stati inoltre sottoposti a sequestro amministrativo un quintale di prodotti alimentari congelati, tra verdure, legumi e ortaggi, detenuti senza il rispetto delle procedure di autocontrollo Haccp. Sequestrati anche 30 chili di prodotti da forno risultati privi delle indicazioni necessarie per garantirne la tracciabilità.
L’operazione dei Nas ha interessato anche altre zone della provincia di Salerno. Due panifici, nel Cilento e nella Valle Metelliana, sono stati destinatari di provvedimenti di diffida per la presenza di criticità igienico-sanitarie e strutturali. Nella Piana del Sele, invece, è stata sospesa «ad horas» l’attività di uno stabilimento per la produzione e trasformazione di prodotti caseari, dove sarebbero stati trovati insetti volanti e striscianti negli ambienti di lavorazione e in alcune celle di stoccaggio. L’Asl ha disposto anche la distruzione di numerosi prodotti caseari conservati in condizioni considerate ad alto rischio di contaminazione.
Complessivamente, il valore delle strutture sottoposte a chiusura è stato stimato in 650mila euro. Contestate sanzioni amministrative per oltre 26mila euro e ammende per circa 22mila euro.

