
Maxi frode fiscale da oltre 60 milioni: coinvolte dieci imprese in tutta Italia
di Massimiliano D’Uva
AVELLINO – Una maxi frode fiscale da oltre 60 milioni di euro, articolata attraverso dieci imprese distribuite sul territorio nazionale, è stata ricostruita al termine di una complessa verifica condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Avellino, nell’ambito di un’indagine delegata e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino.
Al centro dell’attività investigativa figura una società irpina operante nel commercio di prodotti elettronici con l’insegna di un noto marchio commerciale, che la Procura precisa essere «totalmente estraneo alla vicenda». L’azienda dispone di diversi punti vendita tra l’Irpinia e il Salernitano.
Secondo quanto reso noto dalla Procura, le indagini avrebbero consentito di ricostruire un articolato meccanismo di evasione “a carosello”, fondato sull’emissione e sull’utilizzo di fatture relative a operazioni inesistenti.
Il sistema ipotizzato dagli inquirenti si sarebbe avvalso di una rete di società “cartiere”, cioè aziende prive di una reale struttura imprenditoriale e create, secondo l'accusa, con lo scopo di produrre documentazione fiscale falsa. Attraverso questo meccanismo, la società sottoposta a verifica avrebbe sottratto al fisco oltre 7 milioni di euro di Iva.
Non si tratta, peraltro, del primo provvedimento che interessa l’azienda. Nel comunicato della Procura si ricorda infatti che la società era già stata destinataria, nel settembre 2025, di un sequestro preventivo da 5 milioni di euro, disposto dal gip del Tribunale di Avellino e successivamente confermato in via definitiva dalla Corte di Cassazione nel luglio scorso.
La Procura sottolinea che le attività investigative hanno anche l’obiettivo di tutelare le numerose imprese che operano legalmente sul territorio della provincia di Avellino, evitando che sistemi fraudolenti possano determinare alterazioni della concorrenza.

