
Costiera Amalfitana ancora nella morsa degli incendi: Positano, Cetara e poi Maiori
di Massimiliano D’Uva
Ancora fuoco in Costiera Amalfitana. Mentre nella mattinata di oggi è stato circoscritto l’incendio divampato nelle prime ore a Positano, in serata si sono aperti quasi in successione altri due fronti, prima a Cetara e poi a Maiori.
Il primo allarme è scattato intorno alle 20 a Cetara, in località Fuenti, lungo via Salvo D’Acquisto. Le fiamme hanno rapidamente interessato la vegetazione del versante, destando particolare preoccupazione per la vicinanza ad alcune abitazioni private.
A complicare le operazioni è stato il forte vento, che ha alimentato il fuoco e sollevato numerose faville, favorendone la propagazione tra la vegetazione.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Maiori e i volontari della Protezione Civile. Presenti anche i Carabinieri e la Polizia Municipale, impegnati nel presidio della zona durante le operazioni.
Intorno alle 21.30 il rogo di Fuenti risultava domato. Ma proprio mentre a Cetara l’emergenza sembrava rientrare, un altro fronte di fuoco si apriva a pochi chilometri di distanza, questa volta a Maiori, in località Vecite.
Immediato un nuovo intervento dei volontari della Protezione Civile, già reduci dalle numerose emergenze degli ultimi giorni. Sul posto anche il sindaco e diversi assessori, particolarmente preoccupati per la vicinanza delle fiamme alla stazione di rifornimento ENI situata ai piedi del versante.
Presenti inoltre gli agenti della Polizia Municipale, coordinati dal comandante Alessandro Ossignuolo, due pattuglie dei Carabinieri e i Vigili del Fuoco, giunti a Maiori dopo aver concluso l’intervento a Cetara.
Una successione impressionante: Positano nelle prime ore della giornata, Fuenti in serata e, poco dopo, Vecite. Episodi che si aggiungono alla lunga serie di incendi registrati nelle ultime settimane lungo la Costa d’Amalfi e che inevitabilmente alimentano interrogativi sulla loro origine, sulla quale spetterà agli organi competenti fare chiarezza.
Quel che è certo è il danno inferto, incendio dopo incendio, a un territorio estremamente fragile. Ogni nuovo rogo distrugge vegetazione e rende ancora più vulnerabili versanti già caratterizzati da un delicatissimo equilibrio idrogeologico, proprio alla vigilia della stagione delle piogge.


