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Sulle orme di San Francesco in Campania, a ottocento anni dalla sua morte

2026-01-23 23:35

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Sulle orme di San Francesco in Campania, a ottocento anni dalla sua morte

Sulle orme di San Francesco in Campania, a ottocento anni dalla sua mortedi Massimiliano D’UvaNel 2026 ricorre l’Ottavo Centenario della morte di San

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Sulle orme di San Francesco in Campania, a ottocento anni dalla sua morte

di Massimiliano D’Uva
Nel 2026 ricorre l’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e figura fondamentale della nostra storia, il cui messaggio ha saputo attraversare i secoli mantenendo intatta la propria forza: vicino agli ultimi, ai più deboli. In vista di questa ricorrenza, ripercorrere le tappe della presenza del Santo in Campania significa riscoprire una pagina profonda della storia spirituale del nostro territorio, ancora oggi capace di parlare al presente.
Tra il 1216 e il 1222 San Francesco attraversò più volte l’Italia centro-meridionale e la Campania rappresentò per lui una terra di accoglienza e di diffusione del messaggio francescano, trovando comunità già sensibili ai valori evangelici della semplicità, della carità e della fraternità. Secondo la tradizione, il Santo toccò diversi luoghi della regione, lasciando un’impronta che si traduce oggi nella presenza capillare di conventi e santuari destinati a diventare punti di riferimento religiosi e sociali per intere comunità.
In Costiera Amalfitana, il francescanesimo si radicò in un contesto unico, dove la bellezza del paesaggio si coniuga con l’asprezza della roccia e con una naturale vocazione alla contemplazione. I territori oggi simbolo di ricchezza e lifestyle, erano luoghi di lavoro e sacrifici, dove il mare e la terra trasformavano gli abitanti in contadini/pescatori e pescatori/contadini. A Maiori, il Convento di San Francesco, fondato nel XIII secolo e affacciato sul mare, è legato alla tradizione di una sosta del Santo durante il suo cammino nel Sud Italia. Il complesso divenne nel tempo non solo luogo di preghiera, ma anche centro di accoglienza per poveri, pellegrini e naviganti, incarnando pienamente lo spirito dell’Ordine dei Frati Minori. Analoga importanza assunse il convento di Ravello, inserito in un contesto urbano di grande rilievo culturale, dove la spiritualità francescana si è intrecciata nei secoli con l’arte e la musica, mantenendo viva una dimensione di silenzio e meditazione in dialogo con il paesaggio circostante. Una citazione speciale la merita il chiostro dell’odierno Hotel Luna Convento (www.lunahotel.it). Questa storica struttura nasce come ex convento fondato nel 1222 per volere proprio del Santo, come testimoniano anche le lapidi commemorative, e conserva nel suo cuore un chiostro di architettura moresca seicentesca che ancora oggi emana un’atmosfera di raccoglimento e spiritualità, quasi a evocare il passaggio del Santo lungo la Costiera. Costruito su strutture medievali e vicino alla chiesa originaria, il chiostro rimane uno dei più antichi presenti sul territorio amalfitano, testimoniando la presenza francescana nella città marinara e il profondo legame tra il territorio e la figura del Poverello d’Assisi.
Se la Costiera Amalfitana rappresenta il volto aperto e luminoso del francescanesimo campano, l’Irpinia ne custodisce invece l’anima più raccolta e ascetica. Qui, tra boschi e alture, il messaggio di San Francesco trovò un ambiente particolarmente affine alla vita di penitenza e preghiera. A Montella sorge il Santuario di San Francesco a Folloni, uno dei luoghi francescani più importanti dell’Italia meridionale. La tradizione racconta che il Santo vi si fermò durante il viaggio verso il Gargano e che proprio qui avvenne il celebre episodio del “pane miracoloso”, simbolo di provvidenza e di attenzione verso i più poveri. Il convento di Folloni divenne rapidamente un centro spirituale di primaria importanza per l’Irpinia e per l’intero Regno di Napoli, attirando fedeli e pellegrini e consolidando un legame profondo tra il territorio e l’eredità francescana.
A distanza di ottocento anni dalla morte del Santo, i luoghi legati al suo passaggio in Campania ne rappresentano la più bella testimonianza storica, presìdi vivi di spiritualità. Questi luoghi raccontano un cammino che unisce mare e montagna, apertura e silenzio, accoglienza e contemplazione. 
In un tempo segnato da crisi che rendono incerto il futuro del mondo, il messaggio francescano continua a indicare una via fondata sulla fraternità e sul rispetto del creato, valori che trovano ancora oggi e nonostante tutto, in queste terre, una concreta e silenziosa testimonianza.


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Direttore responsabile Katiuscia Guarino
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