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L'Irpinia dalla A alla Z, Baldo atterra a Petruro Irpino: il piccolo borgo che rinasce tra accoglienza e tradi

2026-06-18 00:33

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Attualità, irpinia-, baldo, petruro-irpino,

L'Irpinia dalla A alla Z, Baldo atterra a Petruro Irpino: il piccolo borgo che rinasce tra accoglienza e tradizione

Dove eravate finiti, amici irpinauti e d'ognidove? Io sono andato per qualche giorno alla scuola di volo ed ho aggiunto un'altra "tacca" al mio brevet

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Dove eravate finiti, amici irpinauti e d'ognidove? Io sono andato per qualche giorno alla scuola di volo ed ho aggiunto un'altra "tacca" al mio brevetto di pilota e giornalista sorvolatore dell'Irpinia. Sono ora ripartito per una nuova avventura con il mio aeroplanino e approfittando del sole di giugno, dopo Aiello, Montefusco e Carife, ho disegnato il mio piano di volo per andare diritto sulla verticale di Petruro Irpino.
E' piccolo assai, un scricciolo di paese, Petruro: il secondo meno popolato della provincia di Avellino ma con grande dinamicità in tema di ripopolamento ed integrazione. Trecento abitanti o giù di lì sono pochi, ma il progetto di accoglienza integrata avviato da qualche anno ha consentito l'insediamento stabile di famiglie extracomunitarie. Che si sono pienamente integrate con la popolazione locale in quello che è diventato, anche per l'eco nazionale, un vero e proprio "modello". Anche così, allora, si può dare nuova vita ai nostri piccoli paesi, e Dio solo sa quanto ce ne sia bisogno perché i nostri amati borghi della verde Irpinia continuino a sopravvivere.
Sto passando sul cosiddetto "stretto di Barba", siamo sulla media Valle del fiume Sabato, al confine tra le province di Avellino e Benevento, e c'è un manipolo di case su uno sperone di roccia. E proprio dal latino "petra", che significa pietra, roccia, deriverebbe il toponimo del nostro piccolo comune. O forse da Petrurium, pietra-roccia. Chissà chi ha ragione. In passato, nel 1200, il paese era casale di Montefusco, poi passato attraverso diverse famiglie e dinastie di nobili.  Qui ancora oggi si vive in tranquillità, in quella pace che affascina ma che per gli amanti del troppo-pieno significa insopportabile lontananza da un vai-e-vieni.
A mangiare ...si mangia bene, i fusilli di Petruro sono tradizione sempre viva, ma si beve ancora meglio, con il fresco bianco Greco di Tufo: il vitigno viene coltivato da queste parti in maniera diffusa e sono davvero tanti i piccoli agricoltori che si fanno giustamente vanto del loro prodotto. Proprio questo attaccamento alla terra, ma anche per l'indubbio valore ambientale ed economico, Petruro insieme ai comuni confinanti (Montefusco, Santa Paolina, Altavilla) si oppone alla realizzazione del cosiddetto "biodigestore", un impianto per il trattamento dei rifiuti di cui si teme il forte impatto ambientale. La vittoria davanti al Tar e al Consiglio di Stato dei Comitati di cittadini per ora fa tirare un sospiro di sollievo, ma l'attenzione resta alta.
Se vi trovate da queste parti sappiate che la chiesa madre del borgo è intitolata a San Bartolomeo Apostolo, ed in passato era un'Abbazia: dunque il parroco può fregiarsi anche del titolo di abate-parroco. Sul soffitto il martirio di San Bartolomeo, nella rappresentazione di Vincenzo Sorrentino, ma da quassù noto l'esigenza di importanti lavori da effettuare. Che non si dimentichi Petruro Irpino, insomma. Perché è vero che "piccolo è bello". Ma il piccolo va curato e preservato.
"Torre, chiedo il permesso di atterrare, passo e chiudo". Alla prossima.
                                                                                                                                         Baldo

 

 

 

 


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