
Li hanno trovati all'interno della Certosa di San Giacomo intenti a smontare i tubi di rame con un martello, mentre parte del materiale era già stata asportata. La presenza sospetta di un'auto nascosta nel noccioleto che circonda la struttura ricettiva ha attirato l'attenzione degli agenti del Commissariato di Polizia di Lauro che, insospettiti, hanno deciso di effettuare un controllo. L'irruzione ha permesso di sorprendere tre uomini in piena azione e di bloccarli prima che completassero il furto.
L'operazione è stata condotta dagli agenti del Commissariato di Lauro, guidati dal vicequestore Elio Iannuzzi. Il furto è avvenuto intorno alle 14 all'interno della Certosa di San Giacomo, storico ex monastero del XVIII secolo situato in via Nazionale 1 a Lauro, oggi struttura ricettiva con 45 camere, piscina e un parco di 42 ettari, nota per aver ospitato ricevimenti e matrimoni e attualmente chiusa.
I tre, un 47enne, un 39enne e un 26enne, tutti residenti nel Vallo di Lauro e con precedenti di polizia, stavano asportando diversi tubi in rame utilizzando attrezzi da scasso. Alcuni erano già stati rimossi quando sono stati sorpresi dagli agenti. Il materiale recuperato è stato sequestrato e i tre sono stati arrestati con l'accusa di furto aggravato.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Avellino, sono poi proseguite consentendo di risalire all'abitazione di una donna di nazionalità rumena, residente anch'essa nel Vallo di Lauro. Nel corso della perquisizione gli investigatori hanno rinvenuto numerosi oggetti provenienti dalla stessa struttura ricettiva: posate in argento, piattini, vassoi e vasi in ceramica vietrese di ingente valore, oltre ad arredi come sedie e tavolini.
La donna, già nota alle forze dell'ordine, è stata denunciata all'Autorità giudiziaria con l'accusa di ricettazione.
Su disposizione della Procura di Avellino, i tre arrestati sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa dell'udienza di convalida.

